Pubblicato l’Annuario Acquitalia 2025/2026 del nuovo Beverfood in collaborazione con Mineracqua

Aquitalia, in collaborazione con Mineracqua, ha pubblicato la nuova edizione dell’annuario dedicato all’industria dell’acqua minerale naturale. Il documento raccoglie i dati aggiornati al 2024 e offre uno spaccato preciso su un settore che si conferma pilastro del Made in Italy. L’editoriale del Vice Presidente di Mineracqua, Ettore Fortuna, analizza con lucidità i successi del comparto e le sfide aperte, dal peso dei dazi americani alla questione della microfiltrazione nella ristorazione.

L’editoriale

Nel 2024 l’andamento del mercato è stato positivo sia per il mercato nazionale, sia per l’export. In Italia, infatti, il mercato è cresciuto nella GDO dell’1,2% a volume e del 2,5% a valore. All’interno di questa crescita spicca l’andamento del canale discount: +4,4% a volume e +5,4% a valore. Ciò significa che il consumatore, o per la sua ridotta capacità di spesa o per i timori dei vari scenari di guerra, si orienta su acque di minor prezzo mentre la GDO ne incentiva l’acquisto, soprattutto con le sue acque a marchio.

Ma è dall’estero che vengono le migliori soddisfazioni: l’export, infatti, è aumentato del 12,9%, ben al di sopra della media dell’export agroalimentare nazionale. Gli Stati Uniti da soli, con oltre 476 milioni di euro, crescono del 28%. Gli effetti dell’Executive Order firmato dal Presidente Trump che pone dazi al 15%, salvo ripensamenti entro la fine del 2025, saranno tutti da valutare. Il dato dell’export è importante perché rappresenta la dimostrazione che le nostre acque minerali rientrano a pieno titolo nel patrimonio del Made in Italy e dell’italian way of life. La sicurezza, la qualità e la varietà delle nostre acque, unite all’innovazione del design italiano capace di creare bottiglie ed etichette accattivanti, sono la chiave di questo successo.

Continueremo ad investire sull’export e, dopo l’Executive Order trumpiano, a ricercare nuovi sbocchi internazionali. Quanto al mercato italiano, questo è oramai un mercato a sviluppo consolidato, cioè può crescere di qualche punto percentuale così come può decrescere di qualche punto percentuale. Certamente gli scenari di guerra potranno incidere sulla propensione alla spesa da parte dei nostri connazionali.

Una nota dolente è rappresentata dal comparto della ristorazione in cui si è diffusa la “moda” di sostituire le acque minerali con acque potabili microfiltrate o osmotizzate, spesso giustificata da pretestuose ragioni di sostenibilità: non si dice, infatti, che per trattare un litro di acqua potabile se ne consumano altri due! Su questa “moda”, che porta anche risparmi o guadagni alla ristorazione, abbiamo sollecitato controlli da parte dell’Autorità sanitaria alla luce del Decreto Ministeriale 2012/25 e relative Linee Guida, che non ha visto sin qui una campagna di controlli efficace.

I trattamenti, soprattutto quelli ad osmosi inversa, rischiano di impoverire l’acqua potabile di quei sali che sono normalmente presenti, con il risultato che, se l’apparecchio non è controllato, al consumatore venga fornita un’acqua simile a quella distillata, assolutamente non indicata per il consumo umano perché non si metabolizza tutta, ma parte resta nel sangue e nelle feci. Proprio per questo abbiamo lanciato una campagna su Instagram che, con toni leggeri e a suo modo spiritosi, vuole richiamare l’attenzione del consumatore e sensibilizzare la ristorazione sui rischi per la salute.