Ettore Fortuna, Consigliere Delegato e Vice Presidente Mineracqua: “La revisione dell’EFSA rappresenta un passo avanti fondamentale per riportare il dibattito scientifico sulle microplastiche su basi solide e condivise”
L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha pubblicato una revisione approfondita della letteratura scientifica esistente sul rilascio di micro e nanoplastiche (MNP) dai materiali a contatto con gli alimenti (FCM) durante le normali condizioni d’uso. L’obiettivo del lavoro, che ha analizzato più di 130 studi scientifici pubblicati tra il 2015 e il 2025, è stato valutare le prove attualmente disponibili sui meccanismi di rilascio, sulla natura delle particelle generate e sulle potenziali vie di contaminazione.
Dalla revisione emerge che esistono prove di rilascio di microplastiche da alcuni materiali a contatto con gli alimenti e che tale rilascio è dovuto principalmente a stress meccanici (abrasione, attrito, apertura e chiusura dei tappi, usura). Inoltre, il livello effettivo di rilascio è tuttavia molto inferiore a quello riportato da numerose pubblicazioni precedenti.
Tra gli studi esaminati nella revisione, diversi lavori si sono concentrati sul comportamento delle bottiglie in Pet, evidenziando che:
L’attrito meccanico tra tappo e collo della bottiglia rappresenta la principale fonte di microplastiche, ma il trasferimento effettivo nell’acqua è minimo (Winkler et al., 2019);
Le operazioni di chiusura e apertura automatizzate sono una delle principali vie di introduzione di microplastiche nelle acque imbottigliate (Weisser et al., 2021);
I livelli rilevati rimangono molto bassi, anche nel confronto tra bottiglie in vetro, Pet e rPet (Gambino et al., 2023), con valori medi compresi tra 3 e 9 particelle per litro.
EFSA sottolinea inoltre che la letteratura scientifica disponibile presenta importanti incertezze e carenze metodologiche, come problemi di contaminazione dei campioni, limiti analitici nella distinzione delle microplastiche realmente originate dai materiali da quelle presenti nell’ambiente, e l’assenza di standard condivisi per la misurazione. Alla luce di tali criticità, l’Autorità ritiene che non vi siano al momento basi scientifiche sufficienti per stimare con precisione l’esposizione a microplastiche e nanoplastiche provenienti da FCM durante il normale utilizzo.
Ettore Fortuna, Consigliere Delegato e Vice Presidente Mineracqua, commenta: “La revisione dell’EFSA rappresenta un passo avanti fondamentale per riportare il dibattito scientifico sulle microplastiche su basi solide e condivise. L’Autorità evidenzia come, nonostante l’ampia quantità di studi disponibili, le prove oggi esistenti non consentano ancora di valutare con precisione il rischio associato al rilascio di microplastiche dai materiali a contatto con gli alimenti.
La priorità, come sottolinea l’EFSA, è sviluppare metodologie analitiche standardizzate, ridurre i rischi di contaminazione nei test e garantire una maggiore comparabilità dei risultati. Solo attraverso protocolli armonizzati sarà possibile ottenere dati oggettivi e realmente rappresentativi delle condizioni di utilizzo dei materiali”.
Con questa revisione, EFSA contribuisce a chiarire il quadro scientifico sul tema delle microplastiche e a orientare i futuri studi verso una valutazione più rigorosa e comparabile dei potenziali fenomeni di rilascio dai materiali destinati al contatto con gli alimenti.

