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| Quando queste acque sotterranee
non emergono spontaneamente in sorgenti, occorre procedere
alla loro captazione mediante pozzi o gallerie spesso
lunghi centinaia di metri all'interno delle rocce. |
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L'acqua non è dunque immobile,
penetra e a seconda della natura delle rocce che attraversa
si arricchisce di risorse minerali e da questa circolazione
dipende l'abbondanza e l'accessibilità di questa risorsa.
Proprio per i fenomeni prima descritti, le acque minerali
sono state considerate in Italia tra i beni del sottosuolo
e classificate fra le sostanze minerarie seppur rinnovabili.
Un bene pubblico quindi sottratto alla libera disponibilità,
considerato prima demaniale e, dal 1970, patrimonio indisponibile
delle Regioni; bene che viene dato in concessione per
l'utilizzo.
Le imprese devono quindi essere munite di un atto di concessione,
che segue quello della ricerca vera e propria e dopo aver
rinvenuto il bene acqua minerale naturale ed averne accertato
la consistenza, la qualità e la coltivabilità, possono
procedere alla fase industriale della raccolta e del confezionamento
per la sua commercializzazione. |
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